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IL GIGANTE NASCOSTO

EX-GASOMETRO

La progettazione della struttura del gasometro era stata concepita in modo differente da quello con cui lo vediamo realizzato oggi. Nella soluzione iniziale i solai dovevano essere realizzati con tegoli del tipo alveolare, ma un incontro quanto meno provvidenziale tra i tecnici Technital e Mozzo a consentito di fare un notevole upgrade della progettazione.
Si è deciso di utilizzare i solai ad intradosso piano del tipo MSA prodotti dalla Mozzo Prefabbricati per poter usufruire di una serie di vantaggi strutturali che hanno consentito un miglioramento generale del progetto; principalmente le differenze apprezzate dai progettisti sono state: il peso delle strutture portanti che a parità di portata rendono quelle dell’MSA più leggere di un 15% circa consentendo un risparmio sulle strutture di fondazione; la quantità di armatura integrativa, che a differenza dell’alveolare (che è un tegolo estruso ed armato solo a flessione), l’MSA risulta essere un tegolo completamente autoportante e necessitare solo della cappa di ripartizione che normalmente si esegue sui solai prefabbricati senza la necessità di andare ad integrare l’armatura del solaio. Un altro punto che ha contato notevolmente nella scelta del materiale è stato il grado di finitura inferiore dei tegoli MSA, che vengono prodotti con calcestruzzo autocompattante ad alte prestazioni su di un cassero metallico con l’utilizzo di elementi separatori magnetici, l’alveolare, oltre ad avere una larghezza standard pari alla metà dell’MSA perciò con la presenza di un numero doppio di giunti, viene eseguito con l’estrusione del calcestruzzo lasciando una superfice molto porosa. 
L’opera risulta essere composta da due piani, completamente interrati, predisposti per accogliere 439 posti auto e sul solaio piano terra circa 60 stalli per i pullman turistici, oltre che i servizi di ristoro, accoglienza e spazi commerciali.
Il progetto ha ricoperto un grande vanto per l’amministrazione comunale che ha dato un bell’impulso alla riqualifica di un’area degradata della città, che ritrova una sua nuova funzione e un’identità in armonia con il contesto urbano che circonda, grazie al largo impiego di materiali locali come la pietra della Lessinia e al recupero e salvaguardia, in accordo con la Soprintendenza, di alcuni elementi architettonici di archeologia industriale quali il portale di gusto razionalista del Gasometro, risalente agli anni trenta e il tratto di muro di fronte al Cimitero, testimonianza del primo sviluppo industriale di Verona a cavallo tra il XIX e XX secolo.t